Roots Unity Tour 2011 – Intervista ai Train to Roots



 

Il 16 febbraio, prima della loro esibizione sul palco del Circolo Arci Magnolia per la prima data del Roots Unity Tour, abbiamo intervistato i Train To Roots che ci hanno parlato un pò di questo progetto intrapreso con gli amici Mellow Mood per omaggiare Bob Marley a trent’anni dalla sua scomparsa e di molto altro. Abbiamo chiachierato con Bujumannu, Papa’Ntò, Rootsman I e Paolinho.

Per prima cosa, come nasce l’idea del “Roots Unity Tour” e la collaborazione con i Mellow Mood?
Papa’Ntò:
La nascita del Roots Unity Tour si deve all’amicizia che ci lega con i Mellow Mood, sia umanamente che musicalmente. Ci stimiamo come gruppi e tutte le volte che ci siamo trovati a suonare negli stessi festival ci siamo trovati sempre bene assieme. Di conseguenza poi insieme abbiamo trovato il modo di celebrare un grandissimo della musica a trent’anni dalla sua scomparsa, visto che tutti e due noi gruppi siamo nati grazie a Bob Marley.

Ma precisamente suonerete due ore completamente assieme oppure solo una parte tributo assieme e ognuno farà il suo show?
P.N.:
No, faremo prima tutti e due i nostri show e poi una parte finale insieme suonando brani di Bob Marley.In questa parte proporremo sia brani solo reinterpretati da noi e sia brani con aggiunte fatte da Michele (Rootsman I) e da Jacob e L.O..

A 30anni dalla scomparsa di Bob Marley forse è il momento anche di rispolverare il messaggio di cui lui era portatore, forse un pò dimenticato attualmente. Che ne dite?
P.N.:
Proprio per questo, a 3oanni dalla scomparsa, abbiamo deciso di suonare la sua musica per ricordare che il Reggae non è quello che è diventato nell’ultimo decennio diciamo, più che altro dal punto di vista dei contenuti perchè dal punto di vista qualitativo più si suona e più suoni diversi ci sono meglio è. Però sentire cantare certe cose in pezzi che si dovrebbero definire Reggae fa un pò ridere, è come vedere Che Guevara ad una manisfestazione di Casa Pound.
Paolinho:Io non credo che i principi del Reggae si stiano perdendo, intendo i valori che noi percepiamo e intendiamo parlando di questa musica, è solo che forse in questi anni sta avendo più risalto un certo tipo di situazione che partorisce cose come l’omofobia o la violenza, diciamo cose che sono più per dividere che per unire. Bisogna anche dire, come dicevi tu poco fa, che molta gente poi che va a sentire le dancehall non capisce nulla di quello che realmente dicono i testi delle canzoni. Il problema invece è quando uno capisce e poi prova anche a diffondere queste cose. Noi comunque come rappresentanti del genere proviamo a mandare dei messaggi che per noi sono buoni e necessari.


Volevo domandarvi invece anche cosa ne pensate e come vedete la scena Reggae italiana, in questi giorni che si fa anche un grande parlare sulla partecipazione di Anansi al Festival di Sanremo.
Rootsman I:
Ma, sicuramente c’è grande fermento da diversi anni. Il Reggae è arrivato in Italia ed ha iniziato a girare grazie alle Posse, quindi inizio anni 90. Fortunatamente ci arriva un sacco di musica dalla Jamaica, dall’Inghilterra, anche in Germania adesso la situazione si sta ingrandendo sempre di più. In Italia ci sono diversi gruppi che sono molto validi, per esempio vedo l’adesivo quì difronte a me, ci sono i Quartiere Coffee che sono molto bravi secondo noi, che sono una bella realtà, anche se rivolta alla Jamaica più contemporanea stilisticamente, una cosa molto moderna. Ma ci sono tanti gruppi al nostro livello, che non è il livello massimo ma comunque è un buon livello, un livello di gruppi che girano, che si stanno facendo conoscere bene, vediamo un pò di nomi: DotVibes che hanno fatto da poco il cd nuovo, i Quartiere Coffee appunto, i Franziska che sono un gruppo molto bravo, gli Smoke anche se hanno un stile un pò più leggero, molto più soft, i BoomDaBash e tutta la zona salentina che comunque è da anni che spinge e poi tutta la Sardegna.

Vi volevo chiedere appunto di parlarmi anche un pò della scena sarda, ci sono un sacco di realtà, una qualità molto alta.
Bujumannu: I
n Sardegna per esempio non ha attecchito quel genere diciamo “negativo” del Reggae.
P.N.: Perchè non è stato seminato.
Anche il festival di Banari è un festival che oramai è diventato una realtà molto importante nel panorama italiano.
P.N.:
Quest’anno quarta edizione. Per quanto riguarda il festival ti parlo io perchè ci sto dentro. Comunque la scena è così qualitativamente alta perchè non c’è competizione. Questa è la mia idea. Compreso noi di gruppi attivi in Sardegna ce ne sono 13, che girano, che suonano, che fanno i festival…
Come Mamavibe, Arawak…
R.: I
Mamavibe sono del mio paese, ci sono tre gruppi da me, solo nel mio paese.
P.N.: C’hanno 6.000 anime e tre gruppi Reggae, anzi quattro a dir la verità, quindi figurati. Quindi ti dicevo secondo me la qualità è alta perchè sia tra band e sia tra sound c’è la piena collaborazione, poi ti parlo soprattutto riguardo le band che ne so di più, piena collaborazione sotto tutti i punti di vista. Io sono bombardato da pre-mix di altre band che mi chiedono se per esempio il basso va bene così o in un altro modo e così facciamo anche noi con gli altri.E’ un continuo modo di confrontarsi proprio anche sul modo di suonare, non ho nessun problema a dire dopo una serata, per esempio: Mamavibe avete fatto cagare stasera oppure avete spaccato tutto. E loro con noi.Questo secondo me fa crescere molto. Il festival rappresenta la punta di diamante di questo movimento, il nostro appuntamento annuale con cui la Sardegna si confronta con il Mondo, con le altre realtà. Ospita quelli che sono i mostri sacri del Reggae, ma la selezione è molto mirata per il festival di Banari, a parte la parentesi Alborosie,che ci sta anche perchè non era mai venuto in Sardegna ed era giusto ci venisse secondo noi, gli altri artisiti sono molto più ricercati, come ad esempio Misty in Roots, sì sono in giro ma non fanno 50 date in un’estate. La scena è tosta, è davvero grossa e cresce ogni anno di più.
B.: Anche perchè quando avevo io 15-16anni a quell’eta nascevano gruppi rock, adesso nascono Reggae, vuol dire che si è seminato bene.
P.N.: Tu stesso che ci dici che la qualità è così alta ci fai enorme piacere.

E invece del Rototom dall’Italia alla Spagna cosa ci dite?
B
.:Purtroppo viviamo in un Paese dove non si può comunicare. Il Rototom Sunsplash era un punto di incontro e di riferimento per persone che provenivano da tutto il Mondo, ce lo invidiavano un pò dappertutto. Purtroppo questo blocco alla socializzazione, al parlare,al tornare all’antico,al vecchio, a quando si parlava faccia a faccia anzichè su Facebook, ha voluto colpire anche questa Istituzione, in un momento in cui mi sa che l’Italia non sta passando un momento molto democratico
Decisamente no…
B
.: Mi sembra, non vorrei sbagliarmi.
P.:Comunque il Rototom era un luogo di aggregazione per mezzo della musica Reggae ma anche di tante altre situazioni al suo interno.Tutto faceva sì che fosse un luogo di confronto. Si poteva essere al di fuori di certe regole che la società ci impone.
P.N.: Ragiono all’assurdo, mi metto dall’altra parte, se sei uno che basa la vita sulla logica del profitto sei stupido quattro volta a far spostare il festival perchè produce un indotto di 4 milioni in 10giorni, sei un controsenso di quello che tu stesso hai creato. Brutta storia, il Rototom rappresenta per noi che facciamo Reggae un’Istituzione, ma in generale il nostro Paese sta andando a rotoli.

Qui sotto il link per vedere il racconto della prima data del Roots Unity Tour e tutte le foto.
Bless

https://morevibes.wordpress.com/2011/02/21/roots-unity-tour-2011-milano-16-febbraio-2011/

Contatti: www.traintoroots.it
infomorevibes@gmail.com

Annunci

Commenti:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...