“Take Off Vol.2” e tanto altro. Intervista a Brusco.


Venerdì 4 Marzo 2011, al Leoncavallo di Milano, prima del suo show insieme a Macro Marco, abbiamo intervistato Brusco. Siamo abbastanza orgogliosi di questo piccolo gradino raggiunto, poichè intervistare uno dei veterani assoluti della scena è stato molto gratificante e anche un pò emozionante se devo essere sincero, sembravamo seri!!! Davvero una bellissima conversazione, gli abbiamo chiesto tante cose molto interessanti. Ma detto ciò vi proponiamo la chiacchierata fatta con Brusco, che ringraziamo per l’assoluta disponibiltà.

Siamo quà al Leoncavallo, prima del tuo show insieme a Macro Marco, ovvero Gramigna Sound nella casa. Dopo dieci anni ancora in pista assieme, tu e Marco, una coppia che non scoppia!
Brusco:
No, non scoppia in realtà perchè come tutte le coppie che non scoppiano ognuno ha una sua vita, ognuno ha le sue attività. Rispetto a 4-5 anni fa facciamo molte meno serate insieme, magari quando riusciamo a conciliare il mio live con la danz di Gramigna è una di quelle circostanze, oppure quando ci sono eventi particolarmente graditi, per così dire ecco. Anche se ne facciamo meno, valgono talmente tanto che è come se ne facessimo di più, ora tra un pò saremo in Germania, poco fa abbiamo fatto il 10° anniversario che è stata una cosa molto importante, comunque i miei ultimi due cd sono prodotti da Macro Beats quindi insomma la coppia va avanti alla grande, anche se questa cosa è un pò gay, non che abbia nulla contro i gay chiaramente, però io e Marco ci vogliamo bene in un altro modo!!!

Poi invece volevo chiederti di Take Off Vol.2, è appena uscito, come va? I primi risultati? Parlaci un pò di questo secondo capitolo.
B. :
Ma guarda in realtà ora se dovessi parlare di vendite non saprei proprio cosa dirti, è un disco più o meno  autoprodotto, come nel caso del volume 1 ne ho stampate poche copie, un paio di migliaia, non di più perchè insomma oramai soprattutto per le cose in inglese, dove non faccio affidamento forse sul pubblico che mi segue tradizionalmente, l’obbiettivo è più che altro quello di fare canzoni che valichino i confini nazionali. Vendere i dischi come sai è molto relativo, poi per carità quì al Leo stasera già ne abbiamo vendute un pò di copie, si possono ordinare tramite il sito www.macrobeats.net , nei negozi di dischi Reggae e poi ci sono anche i distributori internazionali, quello che conta però più che altro è registrare canzoni, ognuna come se fosse un singolo. Infatti questi due cd di Take Off sono diciamo una raccolta dei miei singoli in Jamaicano, prodotti negli ultimi 12 mesi.

Parliamo appunto delle tue canzoni in Patwa, sei stato lì in Jamaica anche a Natale a cantare, il Reggae Italiano allora forse piace anche là!
B.:
No, il Reggae Italiano no, piacciono le mie canzoni, che è una cosa diversa. Oddio, Alborosie pure piace, per carità!
Sì, forse era meglio dire lo stile italiano…
B.:
A dire la verità nemmeno, non lo so, io sono andato la con le mie cose, le canzoni che ho mandato là nell’ultimo anno sono piaciute, alcuni mi chiedono se ho dovuto pagare o robe di questo tipo. In realtà le hanno apprezzate, le imperfezioni linguistiche rende il prodotto più curioso. Nessuno che viene dall’Europa potrà mai imporsi in Jamaica come un Jamaicano. Le mie tunes però sono parecchio suonate e questo ovviamente mi rende orgoglioso. Sono andato a fare questo concerto a Natale, dove c’erano un pò tutti, per esempio Bounty, Baby Charm, Romain Virgo, Beenie Man,Khago… ed è stata un esperienza davvero bella, del tutto inattesa. Se qualcuno, fino a pochi mesi fa, mi avesse chiesto qual’è stato il mio più bel concerto non avrei saputo rispondere ma adesso invece ho le idee molto chiare visto che tra l’altro c’erano 30.000 persone e sono riuscito a prendere i forward più belli della mia vita. Sicuramente è un ottimo punto di partenza ma anche una di quelle bandierine, una di quelle cose che hai fatto nella vita,musicalmente parlando, che ti fanno essere abbastanza fiero. Sono molto soddisfatto di come stanno andando le cose.

Domanda di rito per More Vibes, che ne pensi della scena Italiana? Come la vedi? Tanto fermento, sempre più gente alle serate. E poi parlaci anche dei tuoi nuovi progetti, cos’hai in cantiere, insomma dicci un pò…
B.:
A proposito di cantiere dovrei andare in giro con un cartello con su scritto LAVORI IN CORSO. Fino ad un anno fa non avevo la minima idea di fare canzoni in inglese ne di fare dei cd e soprattutto ne che potessero andare bene, poi è successo tutto questo. Dal 2011, cioè da pochi mesi, dopo che ho dato sfogo a quest’esigenza artistica, per fortuna c’è la mia ragazza che mi consiglia,mi dice questo sì, questo magari no,  e mi fa tenere i piedi per terra, da quando sono tornato dalla Jamaica mi è rivenuta voglia di scrivere in Italiano, ho scritto pezzi a sufficienza per fare un disco che uscirà  a Maggio/Giugno con almeno 10-12 pezzi. Dico la verità, a me piacciono tutti moltissimo. Saranno 2 anni che si aspetta un disco in italiano quindi mi fa molto piacere. In tutto questo mi sono dimenticato di citare Nite Lite Prod. che sono i ragazzi con i quali ho intrapreso questa avventura, prima prevalentemente con le canzoni in Jamaicano, ora anche con le altre, e sono alcuni componenti della Roots in the Sky con cui giro. Non ti posso annunciare un tour perchè sono 3anni che oramai giro senza fermarmi quindi qualunque sia la vostra città se andate sul mio Facebook, Brusco, potete vedere di settimana in settimana e di mese in mese tutte le date che ci sono e vedere che prima o poi passo dalle vostre parti.
Poi mi avevi chiesto un’altra cosa…
Ti avevo chiesto della scena italiana ma ora mi è venuta in mente anche un’altra cosa, a proposito dei Tre Porcellini…
B.:
Ok!
In Italia forse c’è bisogno di lanciare dei messaggi così , poi nel Reggae soprattutto , va bene il divertimento ma forse ci sono anche alcuni temi importanti di cui parlare, no?
B.:
In realtà quella è una canzone di profondo cazzeggio, però diciamo che la cosa bella di questa musica, e questo soprattutto in Jamaica, questo lo dobbiamo a loro, è il dinamismo che c’è. Questo in Italia era impensabile fino a quando si ragionava in merito ad andamento dei cd, adesso grazie alla diffusione che internet riesce a dare alle canzoni, se uno vuole parlare di una cosa successa oggi ed è uno bravo a scrivere già domani può tirare fuori una canzone che ne parla. Io ho parlato di questa cosa dei Festini di Arcore, l’ho fatto in chiave diversa, parlando di quella che è una cultura che si è diffusa in Italia negli ultimi 20 anni, appunto, che incita a valorizzare gli aspetti estetici, soprattutto nel caso delle donne, oppure a pensare ad un successo facile e che non richieda l’impegno, il successo per il successo, come a dire, faccio l’esempio del mio caso, come la canzone che stanno suonando adesso, anche se in teoria quando c’è il concerto non si suonano eh!eh!eh!, per diventare una superstar la gente è disposta a fare le cose tanto per farla, se si parla di musica,recitare,fare la velina è la stessa cosa, l’importante è andare in video. Io invece ti dico che l’importante è la passione che uno ha, se uno ama la musica da quando è ragazzino e ci crede è bene che segua quella strada, come se c’è uno che vuole fare l’astronauta segua quella strada, non il successo per il successo ma quello che ti piace fare e vorresti fare nella vita perchè ritieni che sia in qualche modo una missione. In questo ambito poi entra il discorso delle varie Ruby, ragazze che magari colgono la palla al balzo ed io ho cercato di vedere la cosa anche dalla prospettiva di chi si trova in questa società, visto che i politici le cose che gli dici non le recepiscono è bene che magari le recepisca direttamente la gente e che magari un giorno se io avrò una figlia farò in modo di darle dei valori diversi.

Bene, ora posso chiederti della scena italiana…
B.: 
 E’ da quando sono ragazzino che faccio questa musica ed all’inizio eravamo veramente in pochi  e nelle grandi città, ovviamente c’era Milano con Bass Fi Mass, la situazione della Pergola, c’era Roma con One Love Hi Powa, Villa Ada, c’era nel Salento, Bologna però grosso modo finiva là. Adesso io suono tantissimo e dovunque vado c’è tanta gente, poi più o meno c’è cultura però negli ultimi anni ho visto che sono creciuti molto anche da questo punto di vista i piccoli centri. Poi capita che magari ci sono delle piccole fasi in cui magari in alcune città si affievoliscono un pò le storie e magari in altre si riaccendono i focolai, è una cosa un pò ciclica, di sicuro fino a un pò di tempo fà il Reggae era una musica di nicchia per pochissimi ed adesso è la musica alternativa per eccellenza, conta decine di migliaia di appassionati in tutta Italia, di questo sono molto contento perchè, insomma…
Merito vostro…
B.:
No, non è questo, poi io sto in fissa con sta musica e che ci devo fare, ma questo è bello, per me è proprio una bella cosa.

Grazie mille a Brusco. In bocca al lupo per il concerto.
B.:
Crepi. Grazie a voi e mi raccomando restate tutti sintonizzati su More Vibes Blog perchè ci sono un sacco di cose fighe e vale la pena di starci.

Big up Brusco!

Foto scattate da Steve MV il 4/3/2011 @ Leoncavallo (MI)
La recensione e tutte le altre foto le trovate curiosando su More Vibes, o solo le foto su Flickr.com.

infomorevibes@gmail.com

Keep in Touch.

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