Teaser di “La Realtà”, domani in radio, e mini tour in Brasile. Ecco la nostra intervista ad Anansi


Esce domani in radio,  21 ottobre, il terzo singolo estratto da “Tornasole”, l’ultimo album di Anansi, giovane musicista trentino di origini siciliane.  Il brano si chiama “La realtà” e vede partecipe anche un artista importante della scena musicale italiana, Frankie Hi Nrg. Presto uscirà il video della canzone, per ora è fuori il teaser, che vi proponiamo:

Anansi, a dimostrazione del successo trasversale che sta riscuotendo, si esibirà durante il prossimo novembre, addirittura in Brasile, dove effettuerà un mini-tour.  Sarà accompagnato sul palco da una band di lunga esperienza composta dal batterista dei Negrita Cristiano Dalla Pellegrina, Tomas Pincigher alla chitarra, Stefano Anderle al basso e dal salentino degli “Aretuska” Marco Calabrese alle tastiere.  L’ 11 novembre Anansi sarà a Porto Alegre, il 12 a Bento, il 14 a Luzerna, il 16 a Curitiba e il 18 a Presidente Getulio.

Ora vi lasciamo con la nostra intervista ad Anansi.

Anansi, classe 1989, è un grande piacere intervistare un artista giovane come te, quasi della nostra età. Parlaci degli inizi della tua carriera, che se non sbaglio parte con i Buffalo Soldiers, la tua prima band.

Anansi: Tutto e’ cominciato quando avevo 13/14 anni. Un mio cugino molto più grande di me si presento’ a casa con una musicassetta di Catch A Fire di Bob Marley. Mi innamorai subito di queste sonorità esotiche, leggere e mistiche nello stesso tempo e mi misi a scimmiottare un po’ questo stile, a scrivere le prime canzoni, limitatamente a quanto un quattordicenne possa ovviamente fare. Subito dopo con degli amici formai i Buffalo Soldiers che attraverso molti cambi di formazione mi hanno accompagnato (e alcuni di loro tuttora mi accompagnano) in live. Anche grazie a loro ho sempre cercato di allargare i miei orizzonti musicali, senza porci dei limiti in fatto di sperimentazione e contaminazione musicale.

Ho letto che nel 2006 hai vissuto in Irlanda, esibendoti spesso. Cosa ti ha dato questa esperienza? Il contatto con una diversa cultura musicale quanto ha influenzato il tuo stile?

A: Inutile dire che l’esperienza in Irlanda mi ha arricchito moltissimo, in primis dal punto di vista umano. Poi la sorte volle che durante la mia permanenza sull’isola incontrassi una band (i Ghost Town di Kilkenny) in cerca di un cantante. Sia con loro sia da solo ho avuto modo di esibirmi piuttosto spesso e il contatto con un pubblico diverso da quello italiano e’ stato a volte difficile ma davvero formativo. Un’altra esperienza incredibile e’ stato fare il busker: la strada e’ l’unica “venue” che rende la musica veramente libera.

Anansi, il tuo primo disco, è del 2009 ed è stato prodotto da Distar Records. Come nasce l’album? Il riscontro di pubblico?

A: Il mio primo disco, appunto “Anansi”, e’ stato registrato ed arrangiato quasi completamente in Irlanda insieme ai Ghost Town nel 2007 ed e’ uscito nel 2009 con Distar Records, un’etichetta indipendente di Verona. Come ti ho già anticipato, la commistione di generi e a contaminazione fra di essi fa parte del mio background culturale-musicale e il mio primo disco e’ un po’ il mio manifesto che espone i miei vari stili. Il riscontro del pubblico e’ stato buono, considerando il fatto che il disco non e’ un disco reggae, ma nemmeno un disco pop. Ho avuto dei buoni feedback poi dagli addetti ai lavori, Roy Paci definì il mio disco così: “Era da molto tempo che non ascoltavo un prodotto dell’underground italiano fatto cosi’ bene. La creativita’ di Anansi e’ decisamente piena di idee e impreziosita da una voce giovane ma originalissima. Ogni brano nasconde un pezzetto di vita vissuta attraverso lo sguardo di chi, come lui, ha gli occhi di un’ingenua ricchezza. Una soddisfacente opera prima.”

Come nasce la tua collaborazione con Warner Music? Per un’artista reggae come te, proveniente dall’underground italiano, com’è stato lavorare per una major?

A: Ho conosciuto il mio attuale discografico Marcello Balestra della Warner Music Italia e il mio produttore Piero Fiabane un po’ per caso. Insieme ad altre band avrei dovuto aprire un live di Max Gazze’, ma la pioggia fece saltare il concerto. Così ci rifugiammo tutti (discografici compresi) nella sala prove di un amico in cui potemmo suonare e farci ascoltare almeno dai discografici. Balestra si prese bene per la versione inglese de “Il Sole Dentro” (“Sunshine Of My Day”) e per “Still”, il singolo del mio primo album. A distanza di qualche mese iniziammo a pensare a un album e poi ci fu Sanremo e l’uscita di “Tornasole”.

Appunto, il Festival di Sanremo con il brano “Il sole dentro”. Non voglio chiederti ne come è stato, ne perchè hai partecipato e nemmeno se hai ricevuto delle critiche perchè direi che se ne è già parlato abbastanza, vorrei invece chiederti la cosa più importante, se ti sei divertito e cosa ti ha lasciato a livello personale questa manifestazione. L’orchestra sembrava parecchio presabene a suonare la tua canzone.

A: Come ogni esperienza, anche la partecipazione al Festival mi ha offerto spunti positivi su cui maturare e mi ha mostrato lati negativi su cui riflettere. Mi ha dato molto in termini di conoscenza dello show-business italiano, e’ stato un ottimo crash test sotto molti punti di vista. E poi si’, mi sono divertito, nonostante sia stata un’esperienza molto stancante. Non capita ogni giorno di poter suonare reggae con un orchestra!

Tornasole è il tuo ultimo disco, uscito in concomitanza al Festival di Sanremo, ed è molto introspettivo a mio modo di vedere. Parlaci un pò del disco e del riscontro della massive.

A: Essendo un disco molto vario, sia per quanto riguarda la lingua (italiano e inglese), sia per quanto riguarda gli stili, credo che il disco sia piaciuto non solo agli amanti della musica reggae. Anzi, forse proprio i puristi del reggae non l’hanno ascoltato come “disco di un musicista”, ma come “disco di un artista reggae” e questo ha probabilmente comportato delle incomprensioni. Nel disco infatti si possono trovare sonorità diversissime: dal reggae al folk, dal “cantautorato” a contaminazioni hip hop.

Nella tua carriera hai sempre cercato di valicare le barriere musicali ed essere un MUSICISTA, non un musicista reggae. Da quì anche le collaborazioni con i Bastard Sons of Dioniso, con Roy Paci, Frankie Hi Nrg. Da dove nasce questa sete di commistione musicale?

A: Nasce dalla grande varietà di ascolti che ho fatto fin da quando ero piccolo. Uno dei miei massimi ispiratori e’ Ben Harper, uno dei più grandi musicisti degli ultimi due decenni a mio modo di vedere e ispirandomi alla sua musica cerco sempre di scavalcare il concetto di “standard”, di “etichetta” per quanto riguarda i generi musicali. Non mi interessa fare un genere, mi interessa fare musica e cercare di utilizzarla in tutte le sue sfaccettature per stabilire diversi piani e metodi di comunicazione con la gente, dal momento che, peraltro, buona parte dei miei testi e’ a sfondo politico e sociale.

Fire Foundation, domani a Milano in compagnia di Ares Mc allo Z.A.M., è il tuo sound di riferimento. Come nasce la vostra collaborazione?

A: Non ricordo quando ci siamo conosciuti esattamente con Pagoda e Bassie, ma negli anni abbiamo stretto una grande amicizia e abbiamo avuto modo di collaborare molto spesso. Con loro ho avuto l’occasione di esibirmi per esempio per la prima volta in Germania, a Berlino.

Stai per partire per il Brasile per una serie di concerti, parlaci bene di questo mini-tour.

A: Questo mini-tour e’ nato da un progetto presentato da un’associazione universitaria trentina che coinvolge oltre a me con la band, anche altri cinque gruppi musicali della mia regione. Per noi il tour consterà di 7 date: 6 concerti con la band e uno in solitaria in apertura a un famosissimo musicista brasiliano di nome Renato Borghetti (nel 2005 vinse un Grammy Award per la musica latin). Il tour si svolgerà nel Sud del Brasile in 3 stati: Santa Catarina, Rio Grande do Sul e Parana’.

Oltre al Brasile, altri progetti?

A: Venerdi 21 ottobre uscirà nelle radio il terzo singolo estratto da “Tornasole”, “La Realta’” in featuring con Frankie HI-NRG e presto arriverà anche il video. Nel frattempo sto lavorando al prossimo album che dovrebbe uscire nei primi mesi del 2012.

Lasciaci i tuoi contatti per tutti i reggae lovers che volessero essere aggiornati sulla tua musica.

A: Potete seguirmi su http://www.anansi.it o su molti social network: Facebook, Myspace, Youtube e Twitter.

Big up a More Vibes e un abbraccio a tutti! Bless!

Respect fi Anansi, innanzitutto per la persona, fantastica.

Non ci resta che salutarvi facendovi vedere il video di “Parla con me”.

Bless, rimanete sintonizzati.

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