Gioman & Killacat – “Storie Infinite” (intervista + recensione)


Venerdì 18 maggio 2012 è uscito l’ultimo album dei due singer calabresi Gioman e Killacat, intitolato “Storie Infinite” e prodotto dalla Macro Beats di Macro Marco. Dopo l’esperimento della lingua patwa nel Ep “Deh road we ah walk” i due fratelli Morelli (Gioman e Killacat sono fratelli) tornano a riutilizzare l’italiano ed il dialetto calabrese nei loro testi. Il lavoro a livello di liriche e di musiche segna sicuramente un passetto avanti nell’evoluzione musicale del duo, dal precedente album “Block Notes” sicuramente sia testi che arrangiamenti più curati, con una sterzata diretta verso l’easy listening. Prima di scendere nei dettagli delle nostre impressioni sull’album preferiamo proporvi quello che loro ci hanno raccontato sul loro nuovo lavoro e su molto altro durante la presentazione del loro disco a RadioMaliboom boom, che ringraziamo, proprio venerdì 18, giorno d’uscita di “Storie Infinite”.

Siamo quì negli studi di RadioMaliboom boom con Gioman & Killacat che sono venuti a presentare il loro ultimo lavoro “Storie Infinite”, che esce oggi negli store. Tante novità: dopo l’esperimento con il patwa tornate all’italiano, per esempio. Raccontateci un pò di questo vostro nuovo lavoro…

Killacat: Esattamente, il disco è uscito proprio stamattina. Quella del patwa in “Deh road we ah walk” è stata comunque un’ esperienza però diciamo che non è la nostra massima ambizione quella di cantare in jamaicano, questo è l’album ufficiale, il terzo, ed è un lavoro molto più maturo dei precedenti anche perchè dall’ultimo sono passati tre anni. “Qualcosa e’ cambiato” (titolo del disco di Ghemon sempre prodotto da Macro Beats) come direbbe Ghemon.

Gioman: A noi piace il reggae in tutte le sue forme, abbiamo iniziato facendo raggamuffin, dj style, poi abbiamo per divertimento provato il patwa, in maniera non ufficiale, facendo scaricare gratis l’ep. “Storie Infinite” invece è un prodotto ufficiale, molto più riflessivo dei precedenti, nel quale noi ci confrontiamo con noi stessi, con le nostre capacità, con la nostra visione di musica più globale. E’ un lavoro che secondo me piacerà a quelli che vogliono ascoltare un bel cd con buona musica suonata da una band, dal vivo.

Ho ascoltato adesso il disco mentre passavano i brani in radio ed ho sentito già due combination, non so se ce ne sono altre, una con i Sud Sound System e l’altra con Anansi, ed il brano secondo me spacca.

K: Grazie. Sì ce ne è pure un’altra con Payà dei BoomDaBash. E’ stato un piacere collaborare con questi artisti. Con i Sud poi vabbè era una vita che volevamo questa combo ed alla fine ce l’abbiamo fatta. Sono usciti tre feat. nel disco che davvero speriamo possano piacere.

Adesso sarete in giro con le date del tour immagino, già si mormora di una vostra apparizione stasera non ufficiale con Macro Marco al Leoncavallo (18 maggio), poi dal 26 maggio in tour vero e proprio.

K: Sì abbiamo il 26 maggio l’inizio del tour a Bologna al Sottotetto e poi sui nostri social networks potete trovare tutte le date aggiornate.

G: Twitter e Facebook sono quelli che usiamo maggiormente.

Adesso una domanda per Gioman visto che parlavamo di patwa: “Like a Virus”, nuovo pezzo con Kg Man outta Quartiere Coffee , fuori da poco il video… che ci dici?

G: Sì, l’abbiamo fatto uscire quasi in contemporanea con “Storie Infinite”. Che dire, canto in patwa per puro divertimento e poi perchè comuque la vera vibra è quella jamaicana, se si parla di reggae. In patwa ovviamente il flow è completamente diverso e le sonorità sono diverse però per me ribadisco è solo un divertimento, per me la musica “seria”, non che quella non lo sia, ma quella a cui punto di più è la roba dove canto in italiano o in dialetto.

Volevo sapere anche cosa ne pensate della scena italiana attuale nell’ambito reggae…

K: Io vedo una scena italiana in constante evoluzione, tanti sound system, tanti che iniziano a cantare, molti new generation artist, che sono molto importanti. Io vedo una scena viva, molto viva.

Quali artisti italiani, oltre ai Sud dei quali mi avete appena detto, vi piacciono particolarmente oppure da quali traete ispirazione?

K: Sono veramente tanti.

G: Tanti davvero, con i quali abbiamo anche collaborato come Fido Guido, Mama Marjas, Brusco, BoomDaBash. Questi hanno fatto la dancehall in Italia negli ultimi anni. E’ ovvio che ora grazie ad internet c’è maggior diffusione e negli ultimi anni sono usciti tanti artisti anche al nord mentre si pensava che il reggae fosse quasi un’esclusiva del sud mentre si è visto che anche quì escono tanti talenti come Gamba The Lenk, Babaman, Entics, Junior Sprea.

Per concludere volevo sapere dei vostri prossimi progetti in cantiere, per esempio videoclip?

K: Adesso ci concentreremo su quest’album poi con il tempo vedremo. Intanto abbiamo il video di “Storie Infinite” (traccia che da il titolo all’album) che uscirà tra pochi giorni ed il secondo invece vedrà la luce a settembre e sarà “Quando ti rivedrò”. Poi vedremo di proporre il disco anche con un altro video e negli anni ovviamente continueremo con i nostri lavori.

 

Senz’altro “Storie Infinte” è il lavoro meglio riuscito dei fratelli Gioman & Killacat, sia a livello di liriche che a livello musicale, come dicevamo. “Su le mani”, la prima canzone del disco, è già una bomba. Dancehall bella fresh sulla quale davvero non resta che gettare le mani al cielo e ballare. Poi troviamo “Storie Infinte”, la title track che viene subito seguita da un altro dei pezzi migliori dell’album, “Via da me”, pezzo new roots con un favoloso Anansi invitato a prendere parte alla ballotta. “Schiavi” di Gioman era già edita poichè uscita con il “Meeting Riddim” di Eleven Beats, come lo era anche “Erba Gramigna”, la ganja tune di “Storie Infinite”, ma quest’ultima ha meritato un restyling completo dalla precedente versione. “Come u sula” e “Mi libera” sono messe lì per far dimenare  la massive parlando di musica e calabria. “La cura”, che vede la collaborazione dei S.S.S., è un gran bel pezzo d’amore su base ribalta-dancehall, uno dei momenti più forti del disco. Killacat esce fuori confine in “Quando ti rivedrò”, ballata dai tratti pop, molto toccante, che potrebbe avere anche ambizioni mainstream. Gioman & Payà outta BoomDaBash certo non le mandano a dire alla nostra classe dirigente nell’aggressiva “U cuntu è salatu”. “Un altro viaggio”, sul Matchbox Riddim e “Reggae Revolution” chiudono questo album che è senza dubbio uno dei più interessanti per questo 2012 per quanto riguarda il reggae italiano.

GIOMAN & KILLACAT – STORIE INFINITE

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