Intervista fiume a Xtreme Entertainment a.k.a. GambaTheLenk & Catchy


Immagine di copertina

Giovedì 12 luglio 2012 è una di quelle serate calde ed afose milanesi dove solo un pò di reggae music può salvare la situazione. Mi dirigo allora verso il Parco Teramo, a Milano, quartiere Barona. Lì oltre al festival South Park ed alla sua serata reggae mi aspettano Gamba The Lenk, uno dei canterini più attivi e talentuosi della penisola e il suo amico, fratello nonchè dj Mr. Catchy. L’obiettivo della serata è realizare un’ intervista a Xtreme Entertainment, uno dei sound più rappresentativi della città.

Eccoci quì al South Park Festival con Xtreme Ent. ovvero Gamba The Lenk & Catchy dj, tra i milanesi più girovaghi per l’Italia a proporre la loro musica…

GambaTheLenk:(subito tiene a precisare) Non e’ vero, forse tra i musicisti/dj reggae underground.

E allora chi è che gira più di te??

…silenzio…

Vedi che ho ragione!

G: Non voglio fare pubblicità, per questo non ti rispondo. (risate di gusto)

Comunque, raccontateci un pò come è nato Xtreme Entertainment.

G: Tutto nasce agli Obej Obej dove mi venne messo un microfono in mano da Pappa Sabbo (storico singer milanese) e io iniziai a cantare una canzone che avevo scritto sul “Real Rock Riddim”. La canzone in realtà era reggae ma avrei potuto benissimo farne un altra, è stata pura casualità. Nella ballotta di gente che suonava agli Obej Obej quell’anno c’era anche Catchy, che poi avrei conosciuto meglio in università, che già aveva vinto un contest di Arezzo Wave come dj.  Mi coinvolse con le basi che lui già creava e andai a registrare a casa sua su cd, minidisc, insomma qualsiasi cosa. Lui e la sua marea di dischi jamaicani mi contagiarono, incominciai a scrivere i primi testi, ad accompagnarlo al mic e dal 2004 nasce il sound.

Catchy: Precisamente il 20 marzo del 2004, al Barrio’s in Barona, si tiene la prima serata di Xtreme Ent. , data di fondazione.

G.: In realtà la sera prima eravamo al “Casotto” ma non si sapeva e non era scritto da nessuna parte se non su reggae.it, sito di reggae romano.

C.: Il “Casotto” sulla darsena ci è rimasto nel cuore, dalle 23 di sera alle 4 di mattina spesso e volentieri da soli per 5 ore ai controlli ci ha portato sulla strada giusta per arrivare fino a quì.

G.: Io venivo da 8 anni di villaggi turistici. Facevo l’animatore e mi chiedevano di non parlare di calcio, politica e religione. Una volta finito ho trovato uno sfogo nella musica reggae. Lui ai dischi e io al microfono che ci sapevo fare, problema nome, come ci chiamiamo?, come ci chiamiamo?… alla fine Xtreme Entertainment poichè il nostro obiettivo è un intrattenimento estremo dove la gente è coinvolta al massimo e cerca di divertitsi il più possibile.

C.: La cosa bella è che in Jamaica i djs vengono chiamati Entertainer, poichè la musica lì è un vero e proprio intrattenimento. Anzi l’intrattenimento per eccellenza.

Oltre al sound poi c’è Greezzly Production che sviscera quello che Gamba crea e non solo…

C.: Di fatto la nostra collaborazione nasce proprio sulle produzioni, prima di fondare Xtreme Ent. già eravamo in fase di registrazione e poi tutto è andato di pari passo.

G.:Abbiamo sempre problemi ad identificarci nelle serate proprio per questo discorso. Suona Xtreme e allora ti chiedono: Ma Gamba canta? Allora stiamo cercando di portare un pò d’ordine sui flyer. Diciamo che Xtreme Ent. la dice più o meno tutta su quelllo che siamo: Catchy mette musica e io parlo al microfono. Quando si trova Gamba The Lenk & Catchy allora vuol dire che io canto e lui suona.

Catchy raccontami più nel dettaglio di Greezzly Prod., della tua etichetta.

C.: Proprio dal periodo di cui ti abbiamo appena parlato nasce l’idea di un’ etichetta…

G.: Doveva chiamarsi Cactus production.

C.: No quello era un progetto parallelo che avrebbe potuto prendere il nome da uno dei miei vecchi studi però era già uscito il nostro primo cd come Greezzly. Praticamente in questo studio c’era un mega-cactus di dimensioni enormi davvero, alto quanto noi. Era l’elemento caratterizzante dello studio.

G.: Questo ci riporta al periodo in cui abitavamo a Gorla e rubavamo le piante finte di un Tabaccaio. La notte bendati e con la macchina con il motore acceso facevamo questi raid. Ci fermavamo, via la pianta e poi si poneva sempre il problema che non ci si chiudeva la portiera e quindi seminavamo come Pollicino le foglie finte fino alla porta di casa.

C.: Comunque ti dicevo l’idea del nome Greezzly, che ai più sembra oscuro, ha un significato. Viene dalla parola grezzo avverbiato un pò all’inglese. Per dare il senso di delle persone che fanno le loro cose con mezzi basilari, i più rudimentali possibili, quelli che tutti possono permettersi. Abbiamo sempre lavorato con mezzi davvero base, cercando ogni volta di dare il massimo e di ottenere il meglio possibile.

G.: Ho visto gente con degli studi con i contro-cazzi che non riusciva assolutamente a far uscire il suono come lo fa uscire Catchy, ti giuro.

Il primo lavoro targato Greezzly Production quale è stato? 

C.: Il primo cd stampato è stato Xtreme Entertainment, tanto per pubblicizzare ulteriormente che siamo un sound di produzione e non solo un sound come tutti gli altri.

G.: I nostri dubplate sono tutte cose che produce Catchy. Sono canzoni nuove.

Adesso ditemi un pò qual’è la vostra impressione sulla scena. I lati positivi, quali artisti e producer stimate e anche le cose che vi piacciono un pò meno… C’è stato un grosso boom negli ultimi anni ma poi non sempre questo significa solo cose positive. 

C.: A Milano negli ultimi anni di Pergola, da quando c’è stato il boom di I-Tal Sound come promoter, che hanno portato in città il meglio del reggae mondiale, molti artisti che facevano altro, principalmente rap tipo Entics, hanno iniziato a fare reggae, tanto pubblico nuovo si è affacciato alle dancehall, c’è stata grande prosperità. Quando però Pergola e Acqua Potabile sono venute a mancare i sound system sono comunque continuati a crescere solo che mancava e manca un posto dove la gente si potesse sbattere per organizzare serate fisse. La mancanza di serate fisse ha impedito di attirare nuovo pubblico, quel pubblico che viene a conoscenza del reggae attraverso una serata che diventa famosa a suo modo.

G.: Dalle serate fisse escono i personaggi. Come negli anni ’90 dalle Posse, dalla cultura che sbocciava in quei posti fissi e punti d’incontro sfociavano artisti.

Difatti molto spesso le Posse prendevano il nome dai luoghi in cui si venivano a creare come 99POSSE, Villa Ada per esempio… 

C.: Lo stesso Xtreme Ent. senza un posto come la Pergola non ci sarebbe stato o sarebbe stato qualcosa di profondamente diverso. Noi per primi siamo molto legati a queste situazioni nelle quali ci siamo formati musicalmente e che ci hanno dato delle solide basi. Purtroppo adesso è diventato impossibile ricreare una situazione del genere ovvero una serata fissa durante il week-end, non c’è più stata. Adesso durano metà stagione se va bene, noi stessi ci siamo trovati a cambiare  3 o 4 volte nella stessa stagione la location.

G.: Il contrario sta accadendo fuori Milano dove ci sono serate fisse e la gente che prima veniva in città a ballare adesso stanno fuori tant’è che le serate a Milano sono sempre un pò pacco oppure popolate di gente che viene da fuori a salvare la situazione.

Infatti noi siamo della provincia… ahahahah

G.: La provincia è un polmone reggae.

C.: In questo momento sì la provincia sta vivendo un momento molto migliore. Brianza, Lecco, Varese, lì ormai ci sono le serate più belle.

Che ci dite invece della Festa del Sole? Voi dovreste parteciparvi nel weekend ma ancora non si sa come andrà. 

G.: Sabato dovremmo suonare con il Generale, Nico Royale, Mark-One, Cuffa Sound, Treble, Papa Ricky e Dj War, una serata galattica. Serata per la quale siamo in trepidazione già da un sacco perchè suoneremmo con amici e colleghi davvero degni di rispetto, veterani tutti d’un pezzo.

C.: A memoria una serata così rappresentativa della foundation del reggae italiano non me la ricordo. La nostra presenza assieme a gente di questo livello sarebbe fantastico, perfetto. Siamo molto legati alla Festa del Sole come evento e come organizzazione poichè ci ha sempre aiutato dall’inizio. Il cd di Gamba è stato finanziato in parte dalla Festa del Sole e le copie che le spettavano le ha regalate alla massive genovese. Che dire di più!  Genova per noi è una seconda casa. Il pubblico conosce davvero a memoria le chunes di Gamba.

G.: La Festa del Sole è stata annullata, nonostante tutti i permessi, nonostante sia una festa di pace, di musica, di cultura, fatta in maniera ecosostenibile con tanto di articoli su la “Repubblica”. Le autorità hanno circondato  la zona e non fanno fare la festa poichè dicono che questa sia un rave. Adesso, senza nulla togliere a chi ha l’esigenza e la voglia di organizzare dei rave, che io personalmente tollero ampiamente, sono  due cose completamente diverse. Il rave è una cosa illegale, questa non è una cosa illegale, questa è cultura, la cultura crea denaro, crea plusvalore. Ragazzi basta, io non ce la faccio più. La gente è diventata intollerante. Paradossalmente puoi fare le cose solo quando non attirano persone, quando inizi ad attirare l’attenzione ti chiudono gli spazi. La serata comunque si terrà molto probabilmente in un locale vicino Genova, le notizie continuano a cambiare.

(la Festa del Sole è stata fantastica secondo i due intervistati, avendoglielo chiesto quando sono tornati)

Parliamo ora dei tuoi lavori Gamba, il tuo primo cd è stato messo in free download mentre ho visto che è già uscita la track-list del tuo nuovo lavoro.

G.: Il primo lo messo in free download perchè sono quasi pronto con il prossimo ed ho già venduto tutte le copie disponibili che secondo me erano poche, del prossimo speriamo di riuscire a stamparne di più anche se non abbiamo una lira ma troveremo qualche anima pia che ci aiuterà. Tutto ciò che è scritto in inglese nel nuovo disco, ci tengo a precisarlo, è maccheronico. Scherzo! Però ragazzi sta uscendo il prossimo cd di Gamba The Lenk, ovviamente sarà targato Greezzly Prod., nonchè secondo disco di singoli di Gamba The Lenk. Il primo era una raccolta dei pezzi dal 2006 al 2010 e questo invece, che spero esca nel 2012 prima della fine del mondo, non ha ancora un titolo ma avrò l’illuminazione a due giorni dalla stampa del disco. I pezzi che ci sono dentro non crediate siano uguali a quelli di prima, il mio stile è quello però… Catchy parlane tu sennò sembra che mi parlo addosso, poi è una tua produzione.

C.: Difatti ora come producer ho in mente soltanto questo disco che sarà la produzione di punta di Greezzly per i prossimi due anni come è stato il precedente album anche perchè comunque sono dei lavori con cui riusciamo poi ad andare in giro, a fare date, che sono l’unico sostentamento per l’etichetta stessa. Quest’ultimo è un lavoro molto importante dal punto di vista artistico per entrambi. Sarà un concept album. All’interno ci sono tutti i generi del reggae.

G.: Più cresco e più vado avanti mi sto avvicinando alla radice italiana del reggae, un pò in controtendenza, ma direi quasi al cantautorato italiano. Non so l’inglese, non sono jamaicano e non ho i soldi per andare in Giamaica quindi non posso saperne nulla. Quello che posso fare per essere più vero possibile e’ cercare la mia radice, che sta nella musica italiana.

Ci siamo un pò persi prima, vorrei chiedervi quali sono gli artisti e le produzioni italiane che più vi entusiasmano.

C.: Sono molto contento perchè quando ha iniziato Greezzly non c’era tutta questa varietà di produzioni, c’erano i Sud, c’erano Macro Marco e la Villa Ada a Roma ma in giro per l’Italia non c’era gran che. Ora invece ci sono molte più produzioni ed etichette in giro come Filomuzik, Bizzarri, Love University Treble ed Elianto Records, era infatti bello trovare alla Festa del Sole tante di queste realtà. Ogni tanto si collabora ed è sempre bello condividere con altri quello che fai. La speranza è che il reggae italiano, che non sta vivendo un momento felicissimo poichè molti artisti di primo piano stanno orientandosi sul mercato estero cantando in patua, riesca a prendere una forma sua come in Francia, in Inghilterra o in Germania. Speriamo che anche in Italia diventi così e non che continuino personaggi un pò alieni come Babaman o Entics a promuore il reggae al grande pubblico.

G.: Anche perchè da questo punto di vista quando stai sotto una major sicuramente sei molto più pedina rispetto a gente come noi. Probabilmente anche io nella vita avrò un momento in cui avrò il bisogno materiale di fare così, per ora no. Brusco per esempio ha avuto la bravura, oltre ad essere il “king” del raggamuffin italiano, di fare due pezzi che non erano neanche male, per il mainstream e poi se ne è lavato proprio le scatole e sta facendo le sue robe usando quel pubblico che gli ha portato la major. Io voglio fare questo, forse farò questo. Brusco è il migliore in Italia quando fa le cose in italiano. Treble poi è il miglior arrangiatore italiano, Mama Marjas la miglior interprete femminile, Gamba The Lenk (ride) miglior intrattenitore. I migliori dj per me sono Indi, Mad Kid e Macro Marco, Jugglin’ Accademy. Pushman anche mi diverte molto e Bizzarri è davvero l’etichetta migliore. A Milano mi piace molto lavorare con Dvd Bushkilla, con Dj Dais, con Vitowar e con Sprea, alle volte, perchè lo conosco così bene che ho troppe cose da dire. (ride) Ovviamente Catchy è il mio dj favorito però!

C.: Se posso aggiungere una cosa sono molto contento che oltre a Junior Sprea ed altri artisti quà a Milano in tutta Italia gente come Nico Royale, Virtus, Baco, Lorrè che sta facendo delle cose stupende, con la Shakalab ha il live act più bello d’Italia, Plata, Lu Tremula, Ena Ghema e un nuovo singer che arriva dal Salento, targato Greezzly Prod., che si chiama Brisco, dopo Brusco, arriva Brisco! Lui è giovanissimo, ha 16 anni e il nuovo singolo e’ una bomba. Il futuro del Salento.

I vostri contatti?

C.: Ci trovate sui social network. G-R-E-E-Z-Z-L-Y production oppure Gamba The Lenk o Catchy Xtreme Ent. e qualcosa trovate. Noi abbiamo scelto tutti nomi difficili così solo chi è realmente intenzionato a cercarci ci può trovare. (ride)

 

 

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