Quattro chiacchiere con il Generale. Premio Ciampi, “A stare bene”, collaborazioni e tanto altro.


 

Eccoci qui per una nuova intervista sulle pagine virtuali di More Vibes, con un ospite che ci fa sempre molto piacere avere con noi. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il Generale, veterano della reggae music italiana proveniente da Firenze, che ha scritto pagine importanti della musica che noi amiamo per quanto riguarda il Belpaese. In questa intervista con il Generale si parla di vari argomenti come il Premio Ciampi, del quale è stato da poco insignito, della sua collaborazione con Mark-One e Afghan e di molto altro. Non vi resta che darci un’occhiata.

 

Innanzitutto volevo parlare con te del fatto che sei stato insignito del Premio Ciampi 2012. Con che motivazioni ti è stato assegnato e qual’è il tuo stato d’animo?

Voglio premettere che sono uno che detesta i contest e le competizioni- Detesto parteciparvi sotto ogni forma, sia come partecipante che come giudice, ruolo in cui talvolta in passato mi è capitato di essere coinvolto (ad esempio le eliminazioni del Sunsplash) ma che ho scoperto provoca solo rancori verso quelli che restano esclusi. La mia partecipazione al Premio Ciampi quindi è una cosa inedita, ed è effettivamente la prima volta che prendo parte ad una cosa del genere. Però, almeno nelle mie intenzioni, è stata una cosa diversa dalla “gara”. In effetti io volevo dimostrare di essere capace di saper lavorare anche nel campo della canzone d’autore e così ho presentato al premio due brani miei e una “cover” di un brano del cantautore livornese, “il Giocatore” (brano per altro scelto con cura fra quelli di Piero Ciampi, visto che è una canzone abbastanza peculiare del suo repertorio e che infatti nessuno nelle varie edizioni del premio aveva mai proposto), elaborata insieme ad un duo di Bologna che è bravo a fare questo genere di cose: i No Lounge (ovvero Stefano Dell’Osso e Virginia Mancaniello, quest’ultima nota anche come voce femminile di El V & the Gardenhouse, band con la quale collaboro ormai da diversi anni). Abbiamo vinto il premio per la miglior cover e – se devo essere sincero – un po’ me l’aspettavo, perché abbiamo tirato fuori una cover originale, con una parte ragga inedita che funziona a bestia, come dimostrato anche al teatro Goldoni di Livorno la sera della premiazione. Non so se posso metterla in circolazione liberamente (è pur sempre un brano di Ciampi e non posso trattarlo come fosse mio al 100%) ma m’informerò e vedrò se c’è verso di farla girare almeno in rete. Comunque sono rimasto particolarmente felice dalle motivazioni che hanno portato all’assegnazione del premio a me e ai No Lounge. Testuale. “Potremmo dire che il Premio Ciampi NON sceglie il vincitore del riconoscimento per la miglior cover, lo incontra. E’ un po’ come un amore a prima vista: si ascolta una canzone e si pensa: “Ecco chi vince!”. “… insomma una sorta di inevitabilità. Un riconoscimento, dopo tanti anni sulla scena, del quale ringrazio sperando presto di poter bere alla memoria di Ciampi in qualche bettola dei Caraibi, del Sud America o dell’Asia più remota …

Quest’estate invece è uscito “A stare bene”, disco condiviso con il tuo grande amico Mark-One, prodotto da Soulove Records . Parlaci un pò di questo lavoro.

Il Cd racconta delle frequentazioni ferraresi fatte da me e da Mark-One presso il Boomker studio di DJ Afghan. Entrambi avevamo dei pezzi sulle basi prodotte da Afghan (prodotte da lui ma realizzate da vari musicisti fra i quali lo stesso Mark-One) e ci è parso naturale raccoglierle in uno showcase album in stile giamaicano. Un Cd molto vario dato che spazia da brani dancehall molto anni ottanta a cose più roots passando per atmosfere molto urban, come piacciono ad Afghan, fino ad un finale decisamente dub. E poi noi due toscanacci a confronto ..  nella copertina, disegnata dal grande Papa Massi, siamo raffigurati come pugili con Afghan intento ad arbitrare il match, ma chiaramente si tratta di un gioco, visto che io e Mark abbiamo una grande intesa e anche il comune intento di collaborare il più possibile con tutti. Lo dimostrano anche i vari featuring del disco che vanno dallo stesso Papa Massi, qui nella veste originalissima di poeta dub italiano (il brano, “In guerra”, ha attualmente un video, anch’esso frutto della vulcanica mente di Massi, che potete trovare su Youtube e che vi chiedo di diffondere) ad Alien Dee (con le sue incredibili acrobazie vocali), dal Cerchioni (qui in coppia con Mark-One nel brano “Riemergere” del quale è reperibile a sua volta il video su Youtube) alla Virgin (si proprio la stessa Virginia della quale parlavo sopra), fino a Nico Royale. Poi naturalmente c’è una combo con me e Mark, “Presto!”, che nasce da una storia che vi voglio raccontare.

L’estate scorsa io e Mark eravamo a suonare vicino a Cremona e prima del concerto arrivano i pompieri per assicurarsi che ci fossero gli estintori per la sicurezza. Scherzando gli diciamo “fate bene a controllare perché quando si suona noi piglia foco (così alla toscana) tutto”: Oh … a metà concerto o non piglia foco davvero una cassa … un fumo acre , corsa agli estintori … insomma da quel giorno non si può non cantare “presto! Date l’allerta ai pompieri stasera nella danz con il Gene e Mark-One, prendete gli estintori preparate gli idranti … qui piglia foco tutto qui spaccano di brutto prendete gli estintori che c’è il Gene e Mark-One”!

Com’è che tu e Mark-One avete deciso di fare un disco assieme?

Con Marco ci conosciamo dai tempi delle posse, dal 90 o 91, Bomba Bomba e Ludus Dub Band suonavano spesso insieme … in tempi recenti poi lui ha cominciato a fare cose parallelamente al progetto Bomba Bomba, sia come mc che come produttore. Così già nei miei album precedenti ci sono dei pezzi prodotti al suo studio di Pistoia con lui e Matteo Magni al mixer (parlo di Fuori Controllo, Big Tune, Tutti in Trincea e la combo Rifiuto su Mille Modi e di Dottor Cespuglio su Veterano Vibrante). In maniera naturale da quel tipo di collaborazione è nata l’idea di fare delle serate insieme. Sia in dancehall che con una backing band (e qui si sono alternate la One Drop, Band, la More Fire band e la Dangerous band) … poi come ti ho appena detto questa comune frequentazione dello studio di Afghan ci ha portati a realizzare l’album insieme. Come ti dicevo però è parte di un percorso in cui entrambi facciamo varie cose insieme senza per questo limitare le nostre attività soliste o con altri. Così mentre io continuo il mio percorso con la One Drop e con vari produttori, Marco continua a portare avanti le sue collaborazioni con Nico Royale o il progetto B-Dub e non disdegna di suonare ogni tanto con Cillo come Bomba Bomba … insomma non si sta con le mani in mano!

L’unione e la condivisione nel mondo del reggae sono dei valori sottintesi e sempre più si sente parlare di unity anche dalle varie realtà presenti lungo la penisola ma si respira davvero questo clima o sono due concetti di cui a volte si abusa?

Io penso che dipende parecchio dalle persone: ci sono quelle che credono nella condivisione e lo dimostrano e ci sono quelle che usano le parole come slogan ma solo per sciacquarsi la bocca. Penso che siano i fatti che contano. Poi c’è un altro discorso che secondo me è più importante: il mondo del reggae in se non è un concetto che mi interessa poi tanto. Si è vero sono accomunato a gente che ha questa comune passione ma questo non deve diventare un qualcosa che ti imprigiona sotto parole o credenze preconfezionate: Quindi più che della unity nel mondo del reggae mi interessa il reggae (come del resto altre cose che possono anche cambiare nel tempo) per creare unity e condivisione sociale: quello che manca oggi rispetto a un po’ di anni fa è forse proprio questa idea più generale di condivisione per cui c’è chi sta intruppato con la sua crew o con un certo stile musicale pensando che sia la cosa più importante dl mondo. In realtà, il mondo quello che ti succede attorno è più importante e l’unità andrebbe trovata (qualche volta lo è) sui temi e sui problemi che condizionano le nostre vite). In questo momento con la crisi e via dicendo c’è un’esigenza di coesione e antagonismo e mi piacerebbe che il mondo del reggae pensasse più a esprimersi su questo piuttosto che confrontarsi con una realtà giamaicana che non ci riguarda poi più di tanto: anche perché quest’ultima si basa su mitologie che qui non hanno storia. L’ho detto mille volte: io resto molto ancorato alla realtà locale ed è di quella che voglio parlare come fanno gli mc giamaicani in Giamaica. Ma delle loro storie simil gangsta o anche simil rastafariane me ne frega poco, anzi spesso mi stanno decisamente sulle palle.

Durante la prima intervista che ti abbiamo fatto mi dicesti di voler fare una canzone con Gamba The Lenk, ci sei riuscito? Vuoi reiterare l’appello oppure dirci qualcun’altro con cui vorresti collaborare?

No con Gamba abbiamo fatto solo un paio di serate in comune, l’ultima alla festa del Sole (sabotata e spostata in montagna da raduno sulla spiaggia che avrebbe dovuto essere) quest’estate. So che in questi giorni è andato da Mark e ha buttato giù delle cose ganze che sono curioso di sentire … Ho provato anche con Junior Sprea al quale ho mandato anche delle basi ma anche quelle per ora sono rimaste lì. Peccato, perché lui è uno di quelli che fa dei bei testi in accordo con quanto dicevo poco fa. Ma capisco! Sai com’è ci partono mille treni a tutti ma con entrambi ci terrei un sacco a a fare qualcosa (però dai quando hai il modo, Sprea facciamolo!!!): Per il resto io sono aperto a tutte le collaborazioni, anzi mi piace un sacco allargare il campo .. per cui se ci sono proposte contattatemi … le meglio cose nascono spesso così da un incontro (quasi) fortuito!

Quali sono i progetti in cantiere del Generale? Dove possono seguirti i lettori di questa intervista? 

Al momento sono in un periodo in cui cerco di riordinare le idee, sono usciti due album in circa un anno, stiamo facendo dei video dei brani di “A stare bene” (il prossimo dovrebbe essere “Presto!”), avrei anche un bel po’ di pezzi già pronti, ma per ora prima di fare uscire qualcosa di nuovo voglio far passare un po’ di tempo. Sto coltivando altri interessi oltre la musica, ad esempio sto ricominciando a scrivere come giornalista ma senza occuparmi di reggae (a parte su Rasta Snob dove continuo a tenere la mia rubrica, ora a dicembre dovrebbe uscire un mio pezzo sul fumetto afro-americano sul Mucchio). Ciò non toglie che non voglio perdere l’abitudine di suonare dal vivo, per cui … insomma se ci sono proposte contattatemi: il veterano è pronto!!! Il modo migliore per trovarmi e scrivermi è la mia pagina face book (Stefano Bettini il Generale) dove fra l’altro sarete sempre aggiornati su serate, video e pezzi nuovi in condivisione … e anche se come detto sopra avete proposte di collaborazione … contattatemi!!!

Dopo quest’interessante intervista vi proponiamo il video di “In Guerra”, collaborazione del Generale con PapaMassi inclusa in “A stare bene”.

IL GENERALE & PAPAMASSI – “IN GUERRA”

 

 

 

 

 

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